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Commercio elettronico

Descrizione

Si tratta di una forma speciale di vendita introdotta dal D.LGS. N. 114 DEL 31.03.1998 (Decreto Bersani) e va effettuata tramite comunicazione indirizzata al Sindaco del Comune di residenza o sede legale della società.

IL COMMERCIO ELETTRONICO DEVE INTENDERSI COME ATTIVITA’ DI COMMERCIALIZZAZIONE DI BENI MATERIALI, SI APPLICA UNICAMENTE AGLI OPERATORI CHE SVOLGONO L’ATTIVITA’ DI ACQUISTO PER LA RIVENDITA AL CONSUMATORE FINALE.

NON VIENE APPLICATA ALLA FIGURA DEGLI INTERMEDIARI (AGENTI DI COMMERCIO, AGENTI DI AFFARI IN MEDIAZIONE ecc…).

Comunicazione indirizzata al Sindaco del Comune, da redigere su apposita modulistica e presentare prima dell’inizio dell’attività contenente le seguenti indicazioni:

  • Generalità complete del richiedente (Cognome e nome, data e luogo di nascita, residenza);
  • Ragione Sociale o denominazione, sede legale dell’impresa (Ditta Individuale/Società);
  • Codice fiscale e P.IVA;
  • recapito telefonico
  • l’oggetto della comunicazione (vendita ai sensi dell’art. 18 e 21 del D.LGS. 114/98 TRAMITE COMMERCIO ELETTRONICO);
  • indirizzo dell’attività (Via e n. civico);
  • il settore merceologico dell’esercizio (alimentari o non alimentare)
  • indicazione del deposito merci
  • indicazione del sito WEB

La comunicazione va presentata in 3 copie al Comune, che ne trattiene una e ne restituisce all’interessato n. 2 vidimate, delle quali:

1 deve essere presentata entro 30 gg. al Registro Imprese della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura;

1 deve essere conservata dall’interessato perché costituisce il titolo che consente lo svolgimento dell’attività.

REQUISITI

Chi effettua la comunicazione deve essere in possesso dei requisiti morali previsti dall’art. 71 del D.LGS. 59/2010:

“1. Ai sensi dell’art. 71 del D.Lgs. 59/2010, non possono esercitare l’attività commerciale dì vendita e di somministrazione:

a) coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;

b) coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;

c) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;

d) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l’igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale;

e) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all’inizio dell’esercizio dell’attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;

f) coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza non detentive;

g) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati concernenti la prevenzione dell’alcolismo, le sostanze stupefacenti o psicotrope, il gioco d’azzardo, le scommesse clandestine, per infrazioni alle norme sui giochi.

2. Il divieto di esercizio dell’attività, ai sensi delle lettere b), e), d), e) e f) permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione.

3. Il divieto dì esercizio dell’attività non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione.

4. In caso di società, associazioni od organismi collettivi i requisiti devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all’attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall’articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252.”

Chi intende esercitare un attività di commercio al dettaglio di tipo alimentare, inoltre deve possedere i requisiti professionali previsti dall’art. 71 del D.LGS 59/2010

a) avere frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano;

b) avere prestato la propria opera, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, presso imprese esercenti l’attività nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all’amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell’imprenditore in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all’Istituto nazionale per la previdenza sociale;

c) essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti.

Per il locale deve essere richiesta idonea autorizzazione sanitaria.

DOCUMENTI DA PRESENTARE

Nessuno, SOLAMENTE NEL CASO IN CUI IL TITOLARE NON FIRMI LA DICHIARAZIONE RELATIVA AI REQUISITI MORALI E/O PROFESSIONALI PRESSO L’UFFICIO RICEVENTE, DEVE ESSERE ALLEGATA COPIA DELLA CARTA D’IDENTITA’.

MODULISTICA:

MODULO COMUNICAZIONE

COSTO

nessuno, la comunicazione è esente da bollo.

TEMPI DI RILASCIO

L’attività potrà essere iniziata immediatamente dopo la presentazione della comunicazione.

ALTRE NOTIZIE

  1. Entro 60 giorni dalla presentazione della comunicazione l’ufficio ricevente verifica la veridicità di tutte le dichiarazioni ivi contenute, nel caso in cui venga riscontrata l’assenza di alcune delle condizioni previste dalla legge per lo svolgimento dell’attività, ne viene data comunicazione all’interessato che potrà continuare lo svolgimento dell’attività solo a regolarizzazione avvenuta.
  2. Tutte le modifiche successive alla comunicazione, relative alle generalità del titolare o dell’azienda, devono essere comunicate al Comune e al Registro Imprese, per l’aggiornamento della posizione
  3. Chi svolge il commercio elettronico non può inviare al consumatore prodotti se non a seguito di specifica richiesta;
  4. E’ consentito l’invio di campioni di prodotti o di omaggi al consumatore solo se non vi sono spese o vincoli a carico del medesimo.

DOVE RIVOLGERSI

Comune di Norcia – Via Fiume n. 1 – Servizio Commercio e Attività Produttive

orario: dal lunedì al venerdì, dalle ore 10,30 alle ore 12,30

COME CONTATTARCI

Numero di telefono: 0743/824941

Numero di fax: 0743/824919

commercio@comune.norcia.pg.it

RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO

Sig. Daniele Bucchi

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Decreto Legislativo n. 114 del 31.03.1998

Circolare Ministero dell’Industria, Commercio e Artigianato n. 3487/c del 01.06.2000 protocollo n. 505099

Decreto Legislativo n. 59/2010