



| Dal 1982 Norcia è gemellata con la città tedesca
di Ottobeuren
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Luoghi da visitare
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La
Collezione Massenzi
E’ una collezione storico-artistica di inestimabile valore
allestita al piano terra della Castellina, senz’altro
degna di un museo nazionale, quanto a consistenza di materiali,
spessore culturale e interesse archeologico.
Frutto di una generosa donazione fatta al Comune di Norcia dal
Cav. Evelino Massenzi, novantanovenne originario della città
che ha dato i natali a San Benedetto, la prestigiosa collezione
esposta è composta da un centinaio di reperti archeologici
inquadrabili tra il VII-VI sec. a.C. e altre opere di età
medievale a carattere sacro.
Sedici teche raccontano la storia della ceramografia etrusca
dall’epoca orientalizzante all’ellenismo, con l’edizione
di pregevoli materiali greci d’importazione.
Anfore in bucchero, vasi attici a figure nere e rosse, skyphos,
crateri riccamente decorati.
La “Collezione Massenzi” è un’affascinante
miniera di storia e di arte da esplorare ma anche la manifestazione
di un gesto straordinario di generosità. L’allestimento
espositivo, che al momento mette in mostra 91 degli oltre 300
reperti archeologici donati, permette di ripercorrere la storia
della ceramografia etrusca dall’epoca orientalizzante
all’ellenismo (VII-II sec. a.C.), affiancando ai reperti
etruschi pregevoli materiali greci di importazione.
Il percorso espositivo è quindi insieme cronologico e
tipologico, riunendo il materiale per epoca, ma anche per centri
di fabbricazione e tipologie (non è purtroppo possibile
ricostruire con certezza, se non in pochi casi, le località
di provenienza dei reperti, a differenza di quanto realizzato
a Norcia nella mostra permanente presso i locali del Criptoportico
dove i materiali sono esposti tenendo riuniti i contesti di
rinvenimento a seguito del reperimento da scavi stratigrafici).
Dalla ceramica dipinta italo-geometrica in gran parte di provenienza
etrusca centro-meridionale, si prosegue con il materiale etrusco-corinzio,
la cui produzione, soprattutto vulcente, si ispira a prototipi
largamente esportati da Corinto, di cui la Collezione Massenzi
conserva un esemplare.
Una grande quantità di reperti è in impasto e
in bucchero databili nel VII e VI sec. a.C.: dalle forme più
semplici e funzionali alle morfologie più elaborate ed
eleganti con decorazioni inizialmente incise o graffite, quindi
applicate a cilindretto o a stampo su vasi di bucchero di notevole
gusto barocco, prodotti a Chiusi, Orvieto o Vulci nel corso
del VI sec. a.C.
Alla ceramica di importazione attica è dedicata l’ultima
sala: si tratta di vasi a figure nere e rosse di alto livello
qualitativo, accanto a cui si pongono, scendendo nel tempo,
stupendi esemplari di skyphoi, crateri e kylikes a figure rosse
di manifattura etrusca, di epoca ellenistica.
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