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Lenticchie

Già famose nei tempi antichi, quelle coltivate nei piani di Castelluccio, località di particolare bellezza naturalistica – paesaggistica a 1500 m. di altitudine, sono sicuramente le più rinomate al mondo.
Ricca di ferro, proteine e sali minerali, la lenticchia di Castelluccio è unica anche per il suo aspetto policromo (tigrata, giallognola, marroncina) e per le sue dimensioni piuttosto ridotte.

Nel giugno del 1997, con decreto comunitario, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento europeo di Indicazione Geografica Protetta (IGP), cosicché il prodotto è tutelato e salvaguardato da possibili frodi.
Il terreno di alta montagna, con temperature rigide ed appezzamenti magri, anche se piuttosto povero di sostanze organolettiche, conferisce alla lenticchia un sapore inconfondibile, una buccia molto fine che giova alla cottura, in quanto legume, e a differenza di molti altri, non necessita di essere messo a bagno.
Cuoce in acqua fredda in 20 – 30 minuti. Si consiglia di cucinarla in modo semplice, aggiungendo solo sale, sedano, aglio ed olio: il sapore sarà garantito.

La dieta mediterranea ha portato ad una riscoperta delle qualità nutritive della lenticchia. Contiene una percentuale minima di grassi, è ricca di proteine facilmente digeribili ed è molto calorica tant’è che viene definita “la carne dei poveri”.

Secondo studi medici, l’alimentazione a base di lenticchia può rivelarsi utile anche nella prevenzione di alcune malattie come i tumori intestinali e può aiutare a tenere lontano l’ipertensione e persino il morbo di Parkinson.

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