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Da Castelluccio agli spazi del Pian Grande e al fosso dei Mergani

Consigliata a piedi, in mountain bike o a cavallo, l’escursione dura circa cinque ore (considerata l’estensione dell’area a forma di quadrilatero lunga 7 km e larga 3, per una superficie complessiva di 1300 ettari) ed è una delle più semplici e meno faticose, anche se lo sviluppo complessivo del percorso è di circa 14 chilometri.

Il Pian Grande è il maggior altipiano carsico in Italia, dopo la Piana del Fucino ed è circondato interamente dalle dorsali dei Monti Sibillini. L’origine della conca, a 1300 metri d’altitudine, è dovuta all’abbassamento delle masse rocciose sottostanti, in contrasto con i sollevamenti che hanno dato origine alla dorsale del Monte Vettore.

L’impaludamento progressivo del bacino è oggi testimoniato dai depositi torbosi e il suo progressivo svuotamento è dovuto al manifestarsi di fenomeni carsici e in particolare alla formazione dell’inghiottitoio.
L’escursione parte da Castelluccio e attraversa diagonalmente il Pian Grande fino alla parte meridionale dove si trova appunto il fosso dei Mergani, una zona di assorbimento tale da richiamare le acque da tutta l’area.
Il fosso è un solco fluviale, anche se al solco principale se ne collegano altri minori che conferiscono all’insieme la forma di un meandro.
Il fosso termina in un inghiottitoio imbutiforme profondo circa 20 metri (non è stato comunque facile esplorarne la profondità, per cui il carsismo sotterraneo è tuttora sconosciuto).
Dalla zona dell’inghiottitoio la passeggiata prosegue verso il Casaletto Guglielmi, nella parte meridionale opposta del Pian Grande, per poi continuare in direzione di Castelluccio.
Il percorso di ritorno, che lascia sulla destra la strada provinciale, costeggia i collicelli che delimitano l’altopiano. Sulla costa di uno di questi si scorge una pineta artificiale a forma d’Italia.

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