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Il Paesaggio

Posta in uno scenario naturale di grande suggestione, Norcia costituisce una sorta di cerniera fra l’imponente catena dei Monti Sibillini e l’animata sequenza di valli ed altipiani densamente punteggiati di antichi insediamenti.

Nello straordinario intreccio tra natura e cultura risiede gran parte del fascino di questo territorio. La più elevata testimonianza culturale del rapporto uomo-ambiente in quest’area è offerta dalle “Marcite”, prati perennemente irrigui collocati nell’area sud-ovest della città, nel Piano di S. Scolastica.

Unico esempio in Italia di delicato ecosistema risalente al V-VI sec. d.C., all’opera di canalizzazione apportata dai monaci dell’Ordine di S. Benedetto, le marcite permettono di ottenere fino a una decina di sfalci di foraggio all’anno. Una fitta canalizzazione distribuisce infatti l’acqua che scaturisce, ai margini dell’altopiano, da numerose sorgenti, ad una temperatura costante di circa 10-11° C. Uniche, dal punto di vista paesaggistico, sono anche altre aree a non molta distanza dalla città come i vasti Piani carsici di Castelluccio (il Pian Grande, il Pian Piccolo ed il Pian Perduto), il Monte Vettore che, con i suoi 2476 m. di altitudine, è la cima più elevata dei Monti Sibillini. All’interno di questo monte, in uno dei più bei circhi glaciali, giace il Lago di Pilato.

Apparentemente abbracciato alla grande montagna ma in realtà esposto ai venti del nord, il lago di Pilato è la meta più frequentata dagli escursionisti. Il suo nome è legato alla leggenda del proconsole romano, reo della morte di Cristo, trasportato da un carro trainato da due buoi sulla cima del monte e scaraventato nelle sue gelide acque.

Ospite d’onore del lago è il Chirocefalo del Marchesoni, un crostaceo unico al mondo (pur avendo degli affini in Asia Minore e nel Caucaso), di grande interesse scientifico e naturalistico.

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