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Esercizi di vicinato fino a 150 mq

Gestione esercizio Commerciale di Vicinato fino a 150 mq (D.LGS. N. 114 del 31.03.1998)

Definizioni

Per “Esercizio di vicinato” si intende un esercizio commerciale,  che abbia una superficie di vendita non superiore a 150 mq.,  in cui si effettua la vendita direttamente al consumatore finale ;

SETTORI MERCEOLOGICI
L’attività commerciale può essere esercitata con riferimento ai settori merceologici “Alimentare” e “Non Alimentare”.

SUPERFICIE DI VENDITA
E’ definita “l’area destinata alla vendita, compresa quella occupata da banchi, scaffalature e simili, vetrine incluse (nella sostanza quella in cui sono esposte o collocate le merci e praticabile dal pubblico)”.
Non costituisce superficie di vendita quella destinata a magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici, servizi e spazi collocati oltre le casse. La superficie di vendita è determinata avendo riferimento “all’area di calpestìo del pavimento”, non considerandosi cioè l’eventuale esistenza di più piani di appoggio per le merci, anche sovrapposti, in quanto ciò attiene all’arredo del locale.
Anche i locali destinati alla sola esposizione di prodotti ove peraltro vi accede il pubblico, è da considerarsi come superficie di vendita (Nota del Ministero Attività Produttive del 13.10.99 – n. 23048)

Modalità
Per le seguenti tipologie di intervento: nuovo esercizio di vicinato, trasferimento di sede, ampliamento o riduzione di superficie di vendita, estensione o eliminazione di settore merceologico, subingresso o cessazione di attività, deve essere presentata una dichiarazione di inizio attività, utilizzando l’apposita modulistica.

In particolare, nelle ipotesi indicate la dichiarazione, compilata in tutte le sue parti, deve essere presentata in triplice copia al Comune nel cui territorio è ubicato l’esercizio di vicinato; due copie, con l’apposizione del protocollo di arrivo, sono riconsegnate all’interessato affinché una possa essere prodotta al Registro Imprese della CCIAA competente entro 30 giorni dall’effettivo verificarsi del fatto (apertura, trasferimento, ampliamento di superficie, aggiunta di settore merceologico…) e l’altra sia conservata ai fini di eventuali controlli da parte degli organi di Vigilanza.

L’Ufficio Commercio verifica la completezza della comunicazione e la rispondenza della stessa alle norme vigenti, procedendo ai necessari accertamenti d’ufficio in merito al possesso dei requisiti dichiarati.

L’attività può essere iniziata dalla data di presentazione della dichiarazione all’ufficio

Requisiti

1. Ai sensi dell’art. 71 del D.Lgs. 59/2010, non possono esercitare l’attività commerciale dì vendita e di somministrazione:

a) coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;

b) coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;

c) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;

d) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l’igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale;

e) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all’inizio dell’esercizio dell’attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;

f) coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza non detentive;

g) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati concernenti la prevenzione dell’alcolismo, le sostanze stupefacenti o psicotrope, il gioco d’azzardo, le scommesse clandestine, per infrazioni alle norme sui giochi.

2. Il divieto di esercizio dell’attività, ai sensi delle lettere b), e), d), e) e f) permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione.

3. Il divieto dì esercizio dell’attività non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione.

4. In caso di società, associazioni od organismi collettivi i requisiti devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all’attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall’articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252.

Per il locale deve essere richiesta, se prevista dal tipo di attività, idonea autorizzazione sanitaria.
Chi intende attivare un negozio per la vendita di occhiali da vista (negozio di ottica) deve possedere il diploma di ottico, registrato presso l’A.Usl del Comune dove è ubicato il negozio e deve allegarlo alla comunicazione.

Ai sensi dell’art. 71 del D. Lgs. 59/2010, l’esercizio, in qualsiasi forma, di un’attività di commercio relativa al settore merceologico alimentare e di un’attività di somministrazione di alimenti e bevande, anche se effettuate nei confronti di una cerchia determinata di persone, è consentito a chi è in possesso di uno dei seguenti requisiti professionali:

a) avere frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano;

b) avere prestato la propria opera, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, presso imprese esercenti l’attività nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all’amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell’imprenditore in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all’Istituto nazionale per la previdenza sociale;

c) essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti.

Documenti da presentare
Nessuno.
Chi esegue la comunicazione deve solamente dichiarare gli estremi dei provvedimenti relativi all’agibilità dei locali con destinazione d’uso commerciale, dell’autorizzazione allo scarico delle acque ove prevista, e della autorizzazione sanitaria ove è necessaria, e qualsiasi altro provvedimento inerente i locali o l’attività da svolgere; solo se la dichiarazione non viene firmata dall’interessato presso l’ufficio ricevente, deve essere allegata fotocopia di un documento di identità.

Modulistica

SCIA ESERCIZIO VICINATO

 

Vedi anche schede autorizzazioni sanitarie alla voce Sanità

Costo
nessuno, la comunicazione è esente da bollo.

ALTRE NOTIZIE

– in caso di commercio di prodotti alimentari l’inizio dell’attività è subordinata alla presentazione della notifica sanitaria all’Azienda USL competente che provvederà a registrare l’impresa;
– nel caso in cui per i locali nei quali si svolgerà l’attività occorra conseguire permesso di costruire ovvero occorra presentare Dichiarazione di inizio attività per interventi edilizi (DIA), contestualmente alla DIA commerciale deve essere presentata la relativa domanda di permesso di costruire o DIA edilizia;

– nel caso in cui la DIA commerciale riguardi locali già esistenti per i quali esiste regolare Certificato di conformità edilizia e agibilità e l’insediamento non richieda modifiche alla destinazione d’uso e/o opere edilizie, il richiedente deve renderne apposita dichiarazione nel modulo di dichiarazione;

– è consentito il consumo immediato dei prodotti di gastronomia presso l’esercizio di vicinato, utilizzando i locali e gli arredi dell’azienda con l’esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l’osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie, senza l’ottenimento di autorizzazioni preventive.

Tutte le modifiche successive alla comunicazione, relative alle generalità del titolare o dell’azienda, devono essere comunicate al Comune e al Registro Imprese, per l’aggiornamento della posizione.

Dove rivolgersi
Comune di Norcia – Via Fiume – Servizio Commercio e Attività Produttive
Orario: dal lunedì al venerdì, dalle ore 10,30 alle ore 12,30

Come contattarci
Numero di telefono: 0743/828711
E-mail: commercio@comune.norcia.pg.it

Responsabile del Procedimento
Sig. Daniele Bucchi

Normativa di Riferimento
Decreto Legislativo n. 114 del 31.03.1998

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