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Il Circuito Museale Nursino e La Castellina dopo il Sisma

In occasione del salone del Restauro – Musei di Ferrara, salone dedicato all’economia, alla conservazione, alle tecnologie e alla valorizzazione dei beni culturali e ambientali (22-24 marzo 2017), ICOM Italia, il 24 marzo ha presentato la campagna “Adotta un museo. ICOM Italia per i musei colpiti dal sisma” volta a promuovere ed incentivare il sostegno ai musei delle regioni terremotate.

Per l’Umbria Vittoria Garibaldi (coordinatrice ICOM della Regione) ha illustrato sinteticamente la situazione dei Musei colpiti dal sisma (Preci e Norcia) mentre il direttore del Circuito Museale Nursino, Maria Angela Turchetti, ha presentato la situazione di Castellina e Criptoportico con specifico riferimento allo stato di fatto post sisma, alla messa in sicurezza di beni mobili e immobili, ai servizi interrotti e alla relative conseguenze sull’occupazione e più in generale sul turismo e sul tessuto sociale, alle attività fino ad oggi intraprese in merito a tutela e valorizzazione.

Per la Castellina è stato sottolineato l’impegno dell’Amministrazione Comunale nei confronti del proprio patrimonio culturale e la necessità di portare avanti il progetto di ristrutturazione dell’edificio finanziato dalla Regione Umbria con risorse stanziate prima del sisma e la necessità urgente di intervenire con la messa in sicurezza delle coperture, per evitare infiltrazioni d’acqua dal soffitto.

Con riferimento ai reperti archeologici e alle opere d’arte temporaneamente depositate presso il deposito del santo Chiodo di Spoleto, è stata ravvisata la necessità non solo del restauro dei materiali ma della possibilità di garantire che le popolazioni locali, già così duramente colpite dal sisma, possano seguire tali interventi ed essere accompagnate a “rivedere” le proprie opere presso i depositi, i laboratori di restauro o presso le eventuali temporanee sedi espositive attraverso un servizio navetta messo a disposizioni da eventuali sponsor, con una visita guidata auspicabilmente effettuata dagli stessi giovani storici dell’arte, architetti e archeologici che gestivano le locali strutture museali.

Infine si è sottolineato che vista la ciclicità ventennale del ripetersi dei terremoti, il riallestimento dei locali musei potrebbe essere occasione di studio e riflessione per mettere in atto quelle strategie antisismiche che, seppure spesso inefficaci contro la violenza degli eventi, potrebbero contribuite almeno a ridurre danni e criticità riscontrate in occasione dello sciame sismico 2016.

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