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In dirittura di arrivo le procedure per la ripresa delle attività commerciali.

Casa e lavoro sono i temi prioritari, in cima all’agenda quotidiana dell’Amministrazione Comunale e quello delle attività commerciali è nodo cruciale per la ripartenza del territorio. Si cerca di fare il punto della situazione con i numeri riguardanti le richieste di intervento, sopralluoghi, e messa in sicurezza per valutare lo stato delle attività al 17 gennaio 2017.
Per la ripresa delle attività economiche dopo i disastrosi eventi sismici del 24 agosto 26 e soprattutto 30 ottobre, che hanno coinvolto il Comune di Norcia, l’Amministrazione, nelle more della pubblicazione degli strumenti normativi di riferimento, aveva provveduto a raccogliere preliminarmente le varie istanze di delocalizzazione prodotte dagli interessati, in sinergia con il Servizio Attività Produttive regionale operante presso il C.O.A.R. che, contemporaneamente, stava provvedendo anche ad acquisire le istanze di refusione dei danni subiti dalle attività. È stato compilato così un primo quadro delle esigenze suddividendo le attività in sei categorie: professionisti, attività commerciali del centro storico; attività di ristorazione; le attività artigianali della zona industriale; delle frazioni e di Castelluccio.
In tale panoramica della situazione emergerebbe che su 55 studi professionali all’interno del Centro Storico hanno trovato altra sistemazione 25; dovrebbero esserne delocalizzati  nelle strutture messe a disposizione dalla Regione, trenta.
Le attività di ristorazione, compresi i Bar, hanno fatto pervenire 29 richieste, 18 al momento avrebbero trovato collocazione. Solo 11 dovrebbero  pertanto essere delocalizzate nelle nuove aree/strutture. Su un totale di 72 attività del centro storico, 14 potrebbero essere de localizzate nella zona industriale; 20 collocate lungo Viale della Stazione, costeggiando le scuole elementari; 35 attività hanno riaperto o stanno per farlo, nello stesso centro storico o comunque negli edifici agibili o che necessiteranno di pochi interventi; per i restanti 3 si stanno verificando alcune possibilità.
Si sta lavorando alle attività site nella zona industriale, anch’essa particolarmente colpita dal sisma del 30 ottobre, così come sono all’attenzione le attività delle frazioni (20) e di Castelluccio (28).
“Probabilmente questa prima panoramica rappresenta la dimensione massima delle necessità – dice il Sindaco, Nicola Alemanno – sul quale si dovrà lavorare per definire la reale consistenza del problema. Da tutto l’ambiente imprenditoriale – continua – giungono pressioni per un riavvio sollecito delle attività e anche la volontà di Comune e Regione è chiara da tempo: la riapertura della Corso con annessa ripresa di alcune attività commerciali va in questa direzione. La macchina amministrativa rimane dunque a totale disposizione delle attività produttive, e di ogni singolo cittadino – conclude il Sindaco – così come siamo a disposizione per incontrarci nuovamente con la Regione e definire un piano di rilancio con tempi certi”.
C’è da precisare che tali domande sono pervenute prima che fosse emessa l’ordinanza della presidenza del consiglio dei Ministri (la n.9 del 14/12/2016 ) sulle ‘Norme per la Delocalizzazione immediata e temporanee a delle attività economiche danneggiate dagli è eventi sismici del 24 agosto e 26 e 30 ottobre 2016’.
Il Comune contatterà singolarmente ogni richiedente di cui non si abbia gia’ notizia del’avvenuto riavvio dell’attività, per verificare l’attendibilità di quanto dichiarato e, se del caso, far riproporre la domanda in relazione ai contenuti di suddetta ordinanza. Il Comune sta lavorando per incrociare i dati delle domande con l’esito delle schede di sopralluogo Aedes, quindi verificare se, nel frattempo, i soggetti interessati abbiano trovato delle soluzioni alternative che facciano venir meno la richiesta di fornitura o fruizione di strutture provvisorie.
Si ricorda a chi vuole utilizzare lo strumento della delocalizzazione e non l’avesse ancora fatto, di rivolgersi all’ufficio Sviluppo Economico del Comune per ogni utile informazione e al Servizio Attività Produttive regionale operante presso il C.O.A.R. per tutti gli aspetti di definizione dell’istruttoria.
Si ricorda inoltre che sono individuati tre strumenti per la delocalizzazione:
costruire una struttura nell’arco di 100 metri dell’attività esistente;
l’affitto; le aree predisposte da Comune e Regione.
In conclusione si ritiene poi utile rinnovare l’invito a tutti i proprietari di civili abitazioni gia’ sottoposte a controllo FAST con esito “NON UTILIZZABILE”, esito rilevabile dalla pubblicazione sul sito istituzionale del comune, a provvedere con sollecitudine alla definizione della scheda Aedes del proprio edificio, incaricando un tecnico privato.

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