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PAMS di Castelluccio, Alemanno si rivolge ancora alle associazioni ambientaliste

Castelluccio coloratissima“La vicenda sta assumendo toni paradossali e le polemiche sono solo strumentali”

NORCIA – Dopo le ultime polemiche sul PAMS di Castelluccio, sollevate anche dal WWF, il sindaco di Norcia Nicola Alemanno torna sull’argomento per difendere l’operato e la buona volontà dell’amministrazione comunale riguardo a tutti i provvedimenti presi nella relativa ordinanza sindacale. “Questa vicenda – evidenzia il primo cittadino – sta assumendo toni paradossali. Non credo ci sia peggior sordo di chi non vuol sentire. Tralascio ogni mia opinione sulle associazioni che si fanno paladine dell’ambiente senza prendere coscienza dei tanti problemi concreti, reali e incombenti, da affrontare ogni giorno. Le loro strumentalizzazioni politiche sono inaccettabili e fuori luogo, soprattutto se si considera l’assenza di tutti quelli che oggi stanno accendendo la polemica, molti dei quali direttamente invitati ai numerosi tavoli di lavoro sul tema convocati in Comune”.

Alemanno torna quindi a spiegare i perché del PAMS e le sue prospettive future. “Oltre che l’analisi dei problemi, il Piano di Azione per la mobilità sostenibile di Castelluccio – fa notare – prende in considerazione ipotesi di lavoro per rendere compatibile l’attuale modello di fruizione della piana con gli straordinari valori paesaggistici e naturali del sito e per ridurre emissioni inquinanti e disturbo acustico apportati dall’eccessivo traffico motorizzato. E tutto questo per giungere, anche mutuando da esperienze quali quelle delle ‘Alpine Pearls’, ad uno scenario molto ambizioso di un modello di fruizione ‘car free’”. Ma per arrivare a questo ambizioso risultato occorrono investimenti per milioni di euro e anni e anni di lavoro. Cosa fare nel frattempo? “Dobbiamo stare a guardare l’assalto dei mezzi motorizzati o dobbiamo prendere provvedimenti temporanei d’urgenza per rendere il fenomeno meno impattante?”, domanda il primo cittadino agli ambientalisti, ai quali fa notare due ordini di problemi: uno culturale e l’altro di organizzazione logistica. “Quello culturale – spiega – è relativo al fatto che qualsivoglia decisione non dovrebbe essere imposta a coloro che fino ad oggi hanno consentito e consentono che questi luoghi si siano conservati come abbiamo la fortuna di vederli. Non è facile per i Castellucciani accettare che tutti pretendano di avere la soluzione in tasca senza tener conto delle loro esigenze. Il problema relativo all’organizzazione logistica, invece – prosegue –  sta nel fatto che oggi sulla corona dei Piani di Castelluccio non ci sono le infrastrutture per garantire i servizi alla quantità di persone che giungono da ogni parte del mondo per vedere i Piani fioriti. E’ quindi anche un problema di sicurezza e di ordine pubblico dal quale non posso sottrarmi”. “Il buon senso – conclude il sindaco – suggerisce che cambiamenti drastici di abitudini o situazioni non hanno mai condotto a buoni risultati. Sono pertanto convinto che prima di quanto ciascuno di noi possa immaginare, il modello di fruizione di Castelluccio potrà prevedere accessi contingentati e a pagamento.  Io però devo regolare il tutto anche oggi che questo modello non è ancora praticabile”.