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Nero Norcia 2016, successo per il seminario formativo sulle “smart cities”

Fanciulli_Paparelli_Alemanno platea 3

NORCIA – Un vero e proprio seminario formativo per fare luce sulle più innovative tecnologie da coniugare con il territorio per il suo sviluppo e la sua crescita non solo economica e sociale, partendo dal presupposto che “non c’è città intelligente senza una comunità urbana intelligente”. Si è parlato di questo, e in particolare delle “Smart Cities” nel corso dell’incontro tenuto questa mattina presso il palazzo municipale di Norcia, su iniziativa dell’assessorato comunale alla cultura e dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria. L’incontro, infatti, seppure aperto alle ultimi classi dell’indirizzo per geometri dell’Istituto “Battaglia” di Norcia, è stato pensato proprio per i giornalisti, a valere sulla loro formazione professionale. Ad introdurre i lavori, in rappresentanza dell’Ordine, è stata la giornalista Maria Pia Fanciulli mentre ad entrare nel merito del tema in argomento è stato per primo lo stesso sindaco di Norcia Nicola Alemanno (in qualità di esperto di management in complessi progetti di gestione integrata del territorio in ambito GIS). Il primo cittadino ha illustrato dapprima i presupposti delle smart cities parlando di “City model” e “City sensing”, per poi spiegare più in dettaglio le metodologie di costruzione del “City model” e le tecnologie utilizzate, distinte nelle tre macroaree LIDAR, aerofotogrammnetria e laser scanner da terra. “Tutte le tecnologie utilizzate permettono di acquisire numerose informazioni e dati – ha spiegato – dalla cui fusione scaturisce un ‘city model’, valido strumento di certificazione dello stato di fatto di un territorio, in quanto modello urbano in 3D ad altissima risoluzione, e base di partenza per l’avvio di un serio progetto di ‘città intelligente’”. La dettagliata relazione del sindaco Alemanno, cui è seguita l’illustrazione di progetti di ricerca e cooperazione riguardanti la stessa città di Norcia, ha preceduto quella di altri due esperti del settore: del professor Luigi di Prinzio, docente dell’Università IUAV di Venezia; e del dottor Stefano Picchio, esperto in Sistemi smart per l’agricoltura. Quest’ultimo docente ha infatti dimostrato come le moderne tecnologie di rilevazione possono essere applicate anche all’agrifood e al settore dell’agricoltura con ricadute assolutamente interessanti, fino ad arrivare ad una vera e propria “mappa della salute del territorio”. “Le tecnologie a nostra disposizione – ha detto il dottor Picchio – consentono di quantificare e classificare tutti i dati e gli elementi del territorio, relativi alla qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo, alle caratteristiche biologiche, al ciclo dei rifiuti, all’uso di pesticidi, alle tipologie di colture, …; dati utili per fare pianificazione territoriale ma anche per garantire la qualità”. Sull’esigenza di utilizzare le moderne tecnologie per migliorare la qualità della vita e per creare crescita e occupazione è intervenuto anche Andrea Gumina, componente Task Force per Smart City presso il Ministero dello Sviluppo economico. Ultimo intervento è stato invece quello affidato al vice-presidente e assessore con delega alle infrastrutture informatiche della Regione Umbria Fabio Paparelli, che ha illustrato le azioni messe in campo dalla Regione Umbria in questo settore, parlando delle relative fonti di finanziamento. “In questo settore, con l’agenda urbana e le aree interne, la nostra Regione – ha detto – può considerarsi tra quelle più all’avanguardia in Italia. Essere ‘smart’ – ha evidenziato – significa creare politiche integrate mettendo al centro il cittadino. Le risorse a disposizione dell’innovazione ammontano a 35,6 milioni di euro e la nostra scommessa è quella di far prevalere la logica integrata, la coerenza degli interventi, il contenuto delle operazioni da finanziare, la sostenibilità, la fruibilità dell’ambiente e la coesione sociale”. “Occorre tracciare – ha concluso – un ponte virtuale e virtuoso tra le nostre tradizioni e l’innovazione”, a vantaggio di una città sempre più “Medi@evo”.

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