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“Norcia e la Grande Guerra”: inaugurata la mostra storico-documentaria in Castellina per celebrare il Centenario del primo conflitto mondiale

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“Cara madre e caro padre, ieri sera semo arrivati qui in questo brutto paese. È un paese che non si trova niente, nemmeno il pane; l’acqua dei pozzi nemeno si ritrova…. Vedessi per lavare la gavetta che cosa tocca fare….Quante volte mi ripiango il mio letto, la mia casa. E l’acqua poi non te ne dico. Semo arivati ieri sera; oggi ci hanno fatto fare l’istruzione: ci fanno peggio dei schiavi; mi sento proprio matto….”.
Così comincia una delle lettere esposte al museo della Castellina nell’ambito della mostra storico-documentaria “Norcia e la Grande Guerra”. Si tratta di una lettera sfuggita alla censura che il giovane soldato del genio Antonio Naticchioni, classe 1898, scrisse ai genitori appena partito per il fronte del primo conflitto mondiale.
La mostra, organizzata dal Comune di Norcia e dalla Soprintendenza Archivistica dell’Umbria e delle Marche in collaborazione con il CESVOL, Consorzio BIM, Sportello Polifunzionale della Provincia di Perugia, STA-Valnerina, CEDRAV e Comune di Sellano, è stata inaugurata nei giorni scorsi dal sindaco di Norcia Nicola Alemanno e dall’assessore alla cultura Giuseppina Perla, alla presenza del vice prefetto Tiziana Tombesi, del soprintendente Mario Squadroni e del tenente dei carabinieri Enrico Alfano.
La mostra sta suscitando grande interesse ed emozione perché racconta la storia dal ‘basso’, la storia di chi non ha storia, di chi non appare nei libri ma che è stato, suo malgrado, il vero protagonista degli eventi sia nelle trincee che nel fronte interno. Nel percorso espositivo, infatti, si ricostruisce il clima sociale, politico e culturale presente a Norcia negli anni della Prima Guerra Mondiale, un periodo cruciale per la formazione dell’identità nazionale, un fenomeno che è stato narrato con una straordinaria forza letteraria da Emilio Lussu nelle pagine di Un anno sull’altipiano ma che trapela con analoga forza espressiva anche nelle lettere, nei diari, nelle cartoline, nei documenti conservati nell’archivio storico comunale e nelle ‘memorie di famiglia’ che i nursini, generosamente, hanno messo a disposizione dell’amministrazione comunale per questa occasione.
“Questa mostra – afferma il sindaco Nicola Alemanno – è prima di tutto, un omaggio ai giovani nursini caduti durante il conflitto ma anche momento di riflessione per ricordarci chi siamo e su quali sofferenze si fondano la nostra libertà e il nostro benessere”.
“Ed è proprio con questo spirito – aggiunge Giuseppina Perla, assessore alla cultura – che è stata avviata una ricerca storica dal consorzio BIM che ha portato ad individuare fino a questo momento 151 nursini (nati o residenti a Norcia al momento della morte), un numero molto più alto rispetto ai nomi scolpiti nel monumento dedicato ai caduti, realizzato nel 1924 dall’artista Umberto Diano”.

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