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Sviluppi per l’Azienda Pubblica “Fusconi-Lombrici-Renzi”: il sindaco decreta la decadenza del presidente

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NORCIA – Ieri, con proprio decreto, il sindaco di Norcia Nicola Alemanno ha ufficializzato la decadenza del presidente pro tempore dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “Fusconi-Lombrici-Renzi” (APSP).

E’ l’ultimo sviluppo di una vicenda che ormai da mesi sta tenendo banco nella città di San Benedetto e che fa seguito alla nota indirizzata lo scorso agosto dallo stesso sindaco alla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini nella quale il primo cittadino chiedeva il commissariamento dell’APSP a causa di gravi irregolarità di gestione imputabili al suo presidente.

“A quest’ultima nota – dichiara Alemanno – la Regione ha risposto assicurando l’avvio di un’attività di indagine e di vigilanza e richiamando la possibile applicazione dell’art. 19 dello Statuto in materia di decadenza di consiglieri e del presidente, conseguente ‘all’aver commesso gravi irregolarità nell’assolvimento del mandato’”.

E a richiedere l’attivazione della procedura di decadenza del presidente dell’APSP, sempre sulla base di quanto previsto dall’art. 19 dello Statuto dell’Ente, erano stati nei giorni scorsi anche tre consiglieri del Consiglio di Amministrazione del “Fusconi-Lombrici-Renzi”. Lo hanno fatto con una nota formale indirizzata allo stesso presidente, in cui veniva richiesta la convocazione, entro il termine di cinque giorni, di un apposito CdA.

“Per l’ennesima volta – fa notare il sindaco – la richiesta dei tre consiglieri non è stata presa assolutamente in considerazione. Il presidente ha convocato ben due sedute del Cda, una per il 9 e l’altra per il prossimo 17 settembre, senza includere all’ordine del giorno, come richiesto dai suoi consiglieri, l’esame dell’argomento della sua decadenza, e manifestando in questo modo la chiara ed inequivocabile volontà a non procedere”.

Nel frattempo, lo scorso 8 settembre, è giunta in Comune una nota dell’avvocato dell’APSP Angelo Clemente, nella quale l’intera vicenda viene definita “una rappresentazione di piazza degna della migliore commedia plautina, in cui la pervicacia di qualche miles glorious sembra non voler cedere il passo all’evidenza normativa che proclama a gran voce l’autonomia dell’APSP. Ragion per cui, mentre due leoni appisolati dichiarano la resa ai piedi della scalinata del palazzo comunale, i consimili frontisti della Castellina continuano, loro malgrado a scambiarsi sguardi interrogativi, incapaci di comprendere come il sipario possa ancora essere alto nonostante fragor di sentenza riecheggi intorno al simulacro del Santo”.

“Nella nota dell’Avvocato Clemente – evidenzia il sindaco – certamente vi si ritrovano goliardici riferimenti di letteratura ma non si rilevano elementi di diritto tali da smentire le nostre contestazioni. L’intera vicenda, purtroppo, non è una ‘farsa’ ma una triste realtà, di cui in molti stanno pagando le conseguenze. Il decreto di ieri ha voluto mettere fine a tutto questo, ritenendo la situazione non più tollerabile. Era più che mai evidente ed imprescindibile – conclude – la necessità di tutelare l’interesse pubblico, ma anche la correttezza e la trasparenza dell’azione amministrativa”.

Il decreto sindacale ha avuto decorrenza immediata.

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