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In America latina il modello agroalimentare nursino

tavolo con ambasciatore Bolivia

La città boliviana di Tarija identificata come potenziale partner di una cooperazione internazionale non solo commerciale ed economica

NORCIA – Il know how e le tecnologie della filiera agro-alimentare di Norcia e dell’Umbria presto oltrepasseranno l’Oceano per consentire lo sviluppo e la crescita delle imprese e degli investitori dei Paesi dell’America latina, attraverso la creazione di partnership stabili e durature. Di questo progetto di cooperazione internazionale si è parlato questa mattina a Norcia, nel corso di una tavola rotonda avente come tema: “Opportunità di business in America Latina”, organizzata dal Centro Estero Umbria in collaborazione con la InterAmerican Investment Corporation (IIC), Gruppo BID. L’incontro, ospitato dal Comune di Norcia, è stato aperto dai saluti del Sindaco Gian Paolo Stefanelli, e ha visto la partecipazione di ospiti internazionali, tra i quali l’Ambasciatore dello Stato plurinazionale della Bolivia in Italia, Antolin Ayaviri Gomez, il Direttore generale dell’IIC, Carl Munana e il Capo della direzione tecnica, Jorge Roldan. Tra i presenti anche il Consulente e responsabile della collaborazione bilaterale italiana Antonello Bove e il presidente del Consorzio del prosciutto di Norcia IGP Pietro Bellini. Il sindaco Stefanelli ha illustrato la realtà del suo Comune, passando in rassegna tutte le sue risorse e tutte le sue potenzialità: da quelle della gastronomia a quelle offerte dall’ambiente e dalla cultura e quelle legate alla figura di San Benedetto. Una realtà ricca, che ormai è divenuta sinonimo di “qualità della vita” e del “vivere bene”, “molto simile – ha evidenziato l’Ambasciatore Gomez – alla città boliviana di Tarija, una delle più sviluppate economicamente, dove il concetto di ‘vivere bene’ è radicato nella cultura popolare e dove molto alta, come a Norcia, è l’attenzione per le produzioni tipiche”. E sarà proprio Tarija la città con la quale Norcia allaccerà rapporti di natura economico-commerciale, nei diversi settori agroalimentari in cui la città di San Benedetto è in grado di esprimere eccellenze produttive: la lavorazione della carne di maiale e la lavorazione del formaggio in primis. Gli scambi avverranno sulla base di un accordo di collaborazione recentemente firmato dal Centro Estero Umbria con l’IIC all’interno del programma “Finpyme Exportplus”, attualmente in fase di sviluppo in 13 paesi dell’America centrale e meridionale. “L’obiettivo dell’accordo – hanno detto i promotori dell’iniziativa – è quello di offrire supporto tecnico in eventi, attività seminariali e assistenza diretta alle imprese sudamericane, a partire dalla Bolivia, con l’obiettivo di agevolare l’introduzione delle tecnologie proposte dalle imprese umbre in alcuni settori. Le maggiori opportunità di collaborazione sono state identificate in alcune filiere agricole e agroindustriali dove l’Umbria ha da anni sviluppato standard di qualità di assoluta rilevanza”. In molti Paesi sudamericani alcune filiere produttive, come quelle della trasformazione della carne e della produzione del latte e derivati, necessitano di importanti interventi di miglioramento e possono incontrare politiche e finanziamenti nazionali e internazionali che ne incentivino il rilancio come volano per la crescita del reddito e dell’occupazione. L’obiettivo che il Centro persegue con questa prestigiosa collaborazione è pertanto quello di promuovere l’introduzione in questi Paesi delle tecnologie alimentari proposte dalle imprese umbre più all’avanguardia. L’IIC mette a disposizione delle imprese latino-americane un’apposita linea di credito dedicata all’importazione di macchinari e tecnologia. E per realizzare gli interventi, relativi alle filiere della carne, del latte e al settore vitivinicolo, il Centro ha collaborato con l’Università di Perugia-Facoltà di Agraria, il Parco Tecnologico Agroalimentare 3/A, il Centro Ricerca Biomasse e alcune imprese umbre in grado di offrire macchinari e apparecchiature innovative e all’avanguardia.

“La scelta dell’Umbria non è stata casuale: la nostra regione è ormai riconosciuta a livello internazionale come esempio di eccellenza della filiera agroalimentare”, ha detto Gianluigi Angelantoni, Presidente del Centro Estero Umbria. “La cooperazione internazionale con organizzazioni del calibro di quelle del gruppo World Bank, della Commissione europea e di altre ancora, si profila come un volano di crescita per le economie in via di sviluppo e in ricostruzione come quelle dell’America centrale e meridionale, dell’Africa e del sud est asiatico – ha proseguito il Presidente Angelantoni – al tempo stesso è un valore aggiunto per le imprese umbre che intendono esportare le proprie produzioni in questi Paesi, i cui mercati richiedono sempre di più, oltre alle nostre eccellenze agroalimentari, soluzioni tecnologiche innovative e competitive”. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.centroesteroumbria.com.

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