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Alla ricerca di una comune base etica

Sacconi e Quagliariello primo piano Fassina_BenedettiValentini_Gasparri

 

Si è conclusa con l’esigenza di un umanesimo condiviso in politica la nona edizione degli incontri “A Cesare e a Dio” della Fondazione Magna Carta

NORCIA – Si è conclusa lo scorso sabato la nona edizione degli “Incontri di Norcia” della Fondazione Magna Carta, presieduta dal ministro per le Riforme Costituzionali Gaetano Quagliariello. Per tutta la giornata, al centro del dibattito c’è stato il confronto tra due relazioni, elaborate sulla base di due Manifesti espressione di posizioni e tradizioni culturali opposte tra loro su temi che hanno a che fare con la vita sociale, economica e politica delle popolazioni europee: il “Manifesto di Norcia” del 2011, di Gaetano Quagliariello, Maurizio Sacconi ed Eugenia Roccella, rivolto all’area di centrodestra; il “Manifesto dei “marxisti-ratzingeriani”, scritto da Giuseppe Vacca, Pietro Barcellona, Mario Tronti e Paolo Sorbi, pubblicato nello stesso anno e rivolto alla sinistra democratica. A fare gli onori di casa a tutti gli illustri ospiti (tra i presenti anche il vice ministro all’economia Stefano Fassina e il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri), è stato il sindaco di Norcia Gian Paolo Stefanelli.  “E’ un privilegio di poche realtà quello di essere diventati un punto di incontro e di confronto per personalità di grande spessore culturale, brillanti intellettuali ed illustri accademici, oltre che religiosi e politici, su tematiche di grande attualità ed interesse”, ha detto in apertura dei lavori. “Credo che oggi – ha aggiunto – lo scopo di questo convegno sia quello di riflettere su come nell’odierno contesto socio-economico, culturale e politico, sia possibile incarnare nella nostra comunità i valori del bene comune; valori cardine che possiamo ricercare nelle nostre tradizioni e nelle nostre radici”. E molto chiaro è stato il riferimento a San Benedetto da Norcia, “vero modello di saggezza e di operosità per il bene comune” e, per definirlo con le parole dello stesso Papa Ratzinger, “vero maestro alla cui scuola possiamo imparare l’arte di vivere l’umanesimo vero”. “Alla Sua scuola – ha aggiunto il primo cittadino – possono attingere sia i credenti che i non credenti. Questa  – ha evidenziato ai presenti – è la testimonianza più significativa che Norcia può dare come contributo alle vostre importanti tematiche! E spero che proprio da Norcia  – è stato il suo auspicio – possa scaturire un “terzo manifesto”, in grado di condensare sapientemente le opinioni degli uni e degli altri, in nome dei valori fondamentali, costitutivi e non negoziabili dell’esistenza umana”. A conclusione della giornata di lavori, nel corso della quale è emerso il comune riferimento al pensiero di Ratzinger, i sei relatori – Gaetano Quagliariello, Maurizio Sacconi, Eugenia Roccella, Giuseppe Vacca, Paolo Sorbi e Mario Tronti – hanno condiviso una comune dichiarazione di cui si riporta il testo: “Si avverte la necessità nella dimensione politica di un umanesimo condiviso quale è stato disegnato, per credenti e non credenti, dalla tradizione cristiana e dalla Costituzione repubblicana. In presenza di una vera e propria emergenza antropologica le funzioni di governo sono investite di responsabilità in relazione al valore della vita, della famiglia naturale, della libertà educativa, alla luce anche dei nuovi comportamenti sociali. Noi invitiamo il Parlamento ad una moratoria legislativa sui temi eticamente sensibili con lo scopo di sostituire il conflitto ideologico con il reciproco ascolto tra sostenitori delle diverse tesi in funzione di soluzioni unificanti e non divisive la società italiana. Ed invitiamo i grandi partiti che hanno in corso processi di verifica interna, destinati a concludersi emblematicamente nello stesso giorno (8 dicembre), a misurarsi con i temi antropologici nella ricerca di una comune base etica della nazione”.

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