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Stefanelli ritorna sulla questione dell’Azienda Pubblica

Ritengo opportuno tornare sulla vicenda che, da oltre un mese, interessa l’Azienda per i servizi alla persona Fusconi-Lombrici-Renzi, la quale, per effetto delle dimissioni di tre consiglieri di amministrazione su cinque, si trova in una situazione di stallo amministrativo dalla quale bisogna al più presto uscire.

Nel mio intervento sul periodico Sala40 ho ritenuto utile, per la conoscenza della vicenda da parte di tutti i cittadini, esporre i fatti che sono accaduti, alcune mie riflessioni e una sincera autocritica rispetto alle scelte fatte per l’individuazione dei componenti il Consiglio di Amministrazione dell’APSP Fusconi-Lombrici-Renzi.

Nello stesso numero del periodico Sala40 è stato pubblicato un comunicato congiunto dei tre capigruppo consiliari, in rappresentanza quindi dell’intero Consiglio Comunale, che stigmatizzando quanto accaduto in questi mesi in seno al Consiglio di Amministrazione dell’APSP hanno, unanimemente, rivolto un appello al Presidente Domenico Coccia affinché, nell’interesse superiore delle Istituzioni, rassegnasse le proprie dimissioni.

Dopo queste vicende, sento il dovere, per amore di chiarezza e per rispetto nei confronti di tutti i cittadini, di puntualizzare quanto segue:

  • Il sottoscritto, in qualità di Sindaco e quindi componente del Consiglio Comunale, condivide l’analisi, le riflessioni e le conclusioni contenute nel citato comunicato congiunto dei capigruppo consiliari.
  • La situazione di immobilismo politico-istituzionale dell’APSP Fusconi-Lombrici-Renzi, rischia di avere gravi ripercussioni anche sulla vita amministrativa del Comune, in una fase in cui si stanno raccogliendo i frutti di un intenso lavoro di squadra compiuto in questi quatto anni di amministrazione.
  • Non è più tollerabile questa situazione di contrapposizione tra Consiglio Comunale e Amministrazione del Comune da una parte, e Consiglio di Amministrazione dell’APSP  dall’altra. Penso che questo stato di cose sia dannoso per gli interessi delle due Istituzioni e vada quindi rimosso.

Per questi motivi, esprimo nuovamente il mio più profondo auspicio che il Presidente Domenico Coccia valuti, con il senso di responsabilità che gli è proprio, la necessità di rimuovere tutti gli ostacoli ad una soluzione dignitosa della vicenda, rassegnando quanto prima le proprie dimissioni.

Sono certo che questo suo atto sarebbe valutato, da tutti i cittadini, come la volontà di volere tutelare gli interessi supremi dell’Ente che è stato chiamato ad amministrare e non come ammissione di una qualsivoglia responsabilità.

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