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“Nero Norcia”verso il secondo week-end

Piazza con gente e san Benedetto

NORCIA – Una celebrazione della manifestazione e del suo prodotto principe. E’ stato soprattutto questo il primo week-end della 50ma Mostra Mercato nazionale del tartufo nero pregiato di Norcia e dei prodotti tipici, che ha registrato, nonostante l’inclemenza del tempo, un discreto flusso turistico, in particolare nella giornata di ieri. “Confidiamo nel successo del prossimo fine settimana – commenta il sindaco di Norcia – sebbene quello passato, pur con il maltempo e forse con la concomitanza delle elezioni, ha comunque ripagato gli sforzi degli organizzatori. I visitatori sono rimasti soddisfatti delle proposte e delle iniziative programmate e anche gli appuntamenti convegnistici hanno visto molta partecipazione e ottenuto apprezzamenti”. Molto riuscita è stata infatti la presentazione dei due volumi: “Vetusta Nursia, mezzo secolo di oro nero” e “Il tartufo nero di Norcia” di Domenico Manna. La prima opera è stata illustrata sabato scorso alla presenza, oltre che del sindaco, del Presidente del BIM Egildo Spada (Ente finanziatore), i giornalisti Gilberto Scalabrini e Alfonso Marchese, l’avvocato Giovanni Picuti, il direttore de “Il Giornale dell’Umbria” Giuseppe Castellini e l’editorialista Sandro Petrollini, quest’ultimo coordinatore dei lavori. A fare le conclusioni è stato invece l’assessore al turismo e alla cultura della Regione Umbria. Il libro si presenta come “un gustoso viaggio dal 1951 al 2012”, condensato in 360 pagine, con documentazione fotografica per ogni anno della rassegna. “Questa pubblicazione – ha detto il primo cittadino – è stata fortemente voluta dall’amministrazione comunale per fissare nella memoria presente e futura il cammino percorso da questa manifestazione, attraverso un reportage e una sintesi storica in grado di tradurne e raccontarne il senso e il valore più profondi”. “Il volume, dalla pregiata veste editoriale – ha proseguito – parla di gente comune ma anche di grandi personaggi, di mutamenti urbanistici e di costume, di avvenimenti che sono rimasti nella mente dei nursini. Dai primi allestimenti improvvisati a quelli più studiati e definiti, dalla partecipazione di soli espositori locali al coinvolgimento di standisti provenienti da tutta Italia”. Insomma, un vero e proprio compendio di storia, con una finalità di sintesi che molto assomiglia a quella ricercata dall’autore Domenico Manna nella sua pubblicazione “Il tartufo nero di Norcia o Spoleto – Vicende storiche e coltivazione”, curata dal CEDRAV e dalla Casa Editrice Quattroemme, e presentata ieri (24) presso il palazzo comunale. Anche questo pregiato libro “ripercorre, attraverso una documentata ricerca storica e fotografica, i momenti, le vicende e i personaggi che hanno contribuito all’affermazione del tartufo nero pregiato di Norcia, con quello che esso oggi rappresenta dal punto di vista economico e di immagine per i territori di provenienza, cioè Valnerina e Spoletino. L’autore Manna ha elaborato un testo che “rappresenta un punto fermo nella comprensione del ‘mondo del tartufo’ così come è andato costruendosi non solo in Italia ma in tutta Europa, proprio a partire da queste zone dell’Umbria fin dal XVI secolo, come suffragato dalla trascrizione di molti documenti raccolti e collocati in Appendice del libro”. Tutti i relatori che si sono succeduti nell’illustrazione del volume, tra i quali lo studioso francese Gerard Chevalier, il più importate studioso al mondo di tartuficoltura nonché autore della prefazione del volume, hanno voluto elogiare l’opera, “che diventerà un punto di riferimento per storici dell’agricoltura, per gli antropologi dell’alimentazione, per non parlare ovviamente di chi si occupa della coltivazione, della raccolta, della conservazione e del commercio di questo prezioso ‘fungo ipogeo’”. A movimentare e ad allietare la presentazione del libro ci hanno pensato le emozionanti performance dell’attore Mirco Bivini Revoyera, di Marco Maccarelli e Barbara Bucci di Sonidumbra, con il loro canto popolare, e i poeti a braccio Giampiero Giamogante e Donato de Acutis.

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