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Celebrazioni del 4 novembre a Norcia, “un appello alla parte migliore dell’Italia per ritrovare unità di intenti”

NORCIA – Ieri, come tradizione, la città di Norcia si è ritrovata in Piazza Vittorio Veneto per celebrare l’Unità d’Italia, ricordare i Caduti in Guerra e festeggiare le Forze Armate. A presiedere la cerimonia, che ha fatto seguito alla celebrazione eucaristica presso la concattedrale di Santa Maria, è stato lo stesso sindaco Gian Paolo Stefanelli. Il primo cittadino ha tenuto il suo discorso subito dopo la deposizione della corona presso il monumento dedicato ai caduti, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose e delle associazioni combattentistiche e d’arma. “Il 4 novembre – ha esordito Stefanelli – è divenuto il giorno per riflettere sulla Patria, sulla responsabilità che ciascuno di noi ha di servire la Patria. L’Unità d’Italia, l’indipendenza e la libertà sono state conquiste straordinarie che vanno difese ogni giorno: come comunità d’intenti, come capacità di cooperare per il bene comune, come desiderio di provare, anche individualmente, la gioia di fare qualcosa per il bene dell’Italia, per il suo prestigio nel mondo, per il benessere della nostra comunità”. “Negli anni ’15-’18 – ha aggiunto – gli italiani si trovarono tutti insieme, da qualunque regione provenissero, a combattere il nemico nella stessa trincea. Purtroppo, oggi l’Italia si trova a dover combattere contro una devastante crisi economico-sociale dagli effetti intollerabili per tante famiglie. Una crisi che sta distruggendo lavoro e servizi essenziali e che sta minando seriamente anche le stesse Istituzioni democratiche. Stiamo vivendo un periodo storico-politico e socio-economico davvero critico, nel quale la classe politica sta perdendo via via il contatto con il Paese e lo stesso Paese non rinnova fiducia e rispetto verso chi amministra la ‘cosa pubblica’. Ma la peggiore crisi della società attuale – ha sottolineato – credo che sia, al di là di quella economica, quella dei valori e della morale, con ricadute negative soprattutto sui più giovani, perché a loro mancheranno modelli credibili da seguire”. “E allora, cari concittadini – è stato il suo appello – è in questa solenne data, sacra per la Patria, che il vero Popolo Italiano – quello che lavora e che produce, che lotta quotidianamente contro le difficoltà del momento – deve saper reagire e ritrovare la sua comunità di intenti”. Lo stesso appello è stato rivolto questa mattina (5) dal vice sindaco Franco Mirri agli oltre sessanta diciottenni ricevuti presso la sede municipale per la consegna della Costituzione Italiana e del Tricolore. “E’ importante conservare, rispettare e salvaguardare questi simboli, soprattutto in questo periodo di grandi lacerazioni”, ha detto. “In essi è racchiusa tutta la nostra storia, il sacrificio e il dolore di tanti uomini e donne che ci hanno preceduto. Facciamone tesoro e impegniamoci a difenderne il senso civico. Solo assumendoci questa responsabilità potremo dirci dei bravi cittadini, dei veri cittadini italiani”.

 

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