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Inaugurata la “Casa della Salute” di Norcia

E’ un fiore all’occhiello del Distretto Sanitario n. 1 della Asl 3

NORCIA – Nell’ambito di “Nero Norcia 2012” si è parlato anche di sanità e dell’importanza di mantenere e rafforzare i servizi presenti nel territorio della Valnerina. L’occasione è stata data da una tavola rotonda, tenuta questa mattina presso il palazzo comunale, coordinata dallo stesso sindaco Gian Paolo Stefanelli, alla presenza dell’assessore regionale alla sanità Franco Tomassoni, del direttore generale della Asl 3 Franco Fratini, dell’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo, del sindaco di Cascia Gino Emili, oltre che dei medici e degli operatori della Asl 3. Al centro dell’incontro-dibattito le richieste, formulate sia dai due sindaci della Valnerina che dai rappresentanti del Comitato Civico per l’ospedale di Norcia: la scongiura dei tagli; il mantenimento dei servizi indispensabili e la possibilità di contare, se necessario, anche sulla sostituzione dei medici in caso di loro assenza; la limitazione della mobilità dei cittadini presso le altre sedi asl per semplici esami e servizi basilari. “Nel modello organizzativo della Valnerina – ha detto il direttore Fratini – è stata fatta un’opera di razionalizzazione tesa ad evitare doppioni. In base a questa logica, abbiamo voluto differenziare gli ospedali di Norcia e Cascia, che altrimenti sarebbero stati chiusi, creando in essi nicchie operative di eccellenza: uno nell’ambito della chirurgia e l’altro della riabilitazione”. E nella riorganizzazione sanitaria della Valnerina si inserisce la rivitalizzazione di tutti i servizi territoriali, come quelli fruibili presso la Casa della Salute di Norcia, inaugurata questa mattina ma operativa, per alcuni settori, già da un anno. In questo “polo”, ospitato nel ristrutturato palazzo settecentesco “Accica”, sono raccolti tutti i servizi non ospedalieri del territorio: il consultorio familiare, la specialistica ambulatoriale (logopedia, pediatria, …), la riabilitazione, le cure infermieristiche ambulatoriali e a domicilio, i servizi vaccinali, lo screening, il servizio di prevenzione e di educazione alla salute, i servizi veterinari e di medicina legale, … “Nonostante i tagli del Governo centrale, che vanno dai 130 a 140 milioni di euro (pari al bilancio di una delle nostre Asl più piccole) – ha affermato l’assessore regionale Tomassoni – l’impegno della nostra Regione è quello di non tagliare i servizi e di mantenere i presidi ospedalieri attraverso l’individuazione delle vocazioni specifiche. La popolazione – ha rimarcato – ha bisogno di essere assistita e una buona qualità della vita per tutti sarà possibile solo se saremo tutti fortemente coesi, le istituzioni in primis. In Italia – ha voluto sottolineare – l’Umbria è l’ultima regione in classifica per malasanità. E questo grazie al nostro e al vostro impegno”.

 

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