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Conferenza di archeologia per gli undici anni di Archeonursia

Questo pomeriggio (28) a Norcia, alle ore 17,00, presso la sala del Consiglio Maggiore del Palazzo Comunale, in occasione degli 11 anni dalla nascita dell’Associazione Archeonursia ed in ricordo di don Stefano Felicetti, si torna a parlare di archeologia ed in particolare delle sepolture infantili scoperte negli ultimi anni nelle necropoli del piano di S.Scolatica e dei dintorni del centro urbano. Già nel 2008 – spiega la dott.ssa Maria Angela Turchetti, direttore del Circuito Museale Nursino -, con la mostra realizzata nel Museo della Castellina, dal titolo Funere mersit acerbo, Soprintendenza Archeologica e Comune di Norcia hanno affrontato lo studio relativo alle sepolture di neonati e bambini che le necropoli del territorio, causa l’alto tasso di mortalità infantile dell’antichità, hanno restituito numerose. La mostra aveva assunto un significato particolare perché dedicata ad uno dei soci fondatori di Archeonursia, don Stefano Felicetti, prematuramente scomparso, ma colonna portante dell’associazione e appassionatamente dedito allo studio e salvaguardia del patrimonio culturale locale”. “Spronati dal suo esempio di umanissimo sacerdote ed amico – continua il presidente di Archeonursia, dott.ssa Anna Rita Bucchi – l’associazione ha voluto sponsorizzare il restauro e lo studio di ulteriori sepolture infantili, venute alla luce a Norcia nei recentissimi scavi del caseificio, che saranno oggetto, nella primavera del 2012 di una pubblicazione dedicata a don Stefano Felicetti. La conferenza di oggi intende presentare preliminarmente al pubblico i restauri in via di completamento, curati dalla restauratrice Nadia Barbi ed alcune delle sepolture individuate e in corso di studio da parte degli archeologici che hanno condotto gli scavi. Gli interventi previsti delle dott.sse Chiara Procacci ed Alessia Anzani consentiranno infatti di apprezzare i ricchi corredi delle tombe infantili scoperte nel 2010 nella necropoli del Caseificio, che aggiungono dati nuovi ed inediti rispetto ai materiali già noti nel 2008, contribuendo ad accrescere le informazioni utili alla ricostruzione della storia del territorio, soprattutto per il periodo ellenistico, epoca della conquista romana della Sabina”.

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