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Ezio Ottaviani, un esempio di unità e democrazia

Il senatore nursino ricordato questa mattina da sindaci, onorevoli e amici, a 25 anni dalla sua scomparsa

NORCIA – Sala del Consiglio Maggiore di Norcia affollata questa mattina (27) per la commemorazione, a 25 anni dalla scomparsa, del senatore Ezio Ottaviani, che dopo essere nato e cresciuto a Norcia ebbe un’importante carriera politica nel secondo Dopoguerra offrendo il suo decisivo contributo nei processi di sviluppo di diversi territori regionali, primo su tutti quello della città di Terni, della quale fu sindaco senza soluzione di continuità per 12 anni, dal 1958 al 1970. Ma la figura politica di Ezio Ottaviani fu di primaria importanza per la comunità nursina, di cui non ebbe mai a dimenticarsi nemmeno quando venne eletto al Senato della Repubblica, e per l’istituzione della Regione Umbria di cui oltre a essere stato assessore all’assetto del territorio, è stato – cosa molto più importante – uno dei padri fondatori. Ottaviani è stato ricordato dai sindaci di Norcia, Gian Paolo Stefanelli, e Terni, Leopoldo Di Girolamo, dal senatore Franco Giustinelli e dall’onorevole Alberto Provantini che ebbero entrambi l’occasione di lavorare accanto a Ottaviani, e dall’ex sindaco di Norcia Italo Iambrenghi, avversario politico di Ottaviani quando questi muoveva i primi passi come politico in seno al Consiglio comunale nursino. Alberto Provantini e Franco Giustinelli sono anche autori di un libro storico-politico dedicato alla figura di Ezio Ottaviani. Per delineare i tratti di questa prestigiosa figura politica dello storico Partito comunista Italiano, Alberto Provantini, già presidente della Provincia di Terni, assessore regionale e deputato della Repubblica, ha usato due parole: “radicalità” e “unità”. La prima per sintetizzare la profondità delle idee politiche di Ottaviani e la determinazione a realizzarle cercando consensi ampi, sempre ancorati a una visione a largo spettro del futuro. “Unità – ha detto Provantini – perché quando c’era da affrontare un problema della collettività nursina, ternana, umbra sapeva sempre trovare il punto di incontro con gli avversari politici ottenendo risultati di alto profilo e di assoluto interesse regionale. Ottaviani, Micheli, Fiorelli: Pci, Dc, Psi insieme per la costituzione della Regione Umbria. Una Regione nata da un Ordine del giorno approvato in Parlamento ispirato proprio dal nursino Ezio Ottaviani”. “E’ passato qualche anno, ma per i ternani il sindaco di Terni è sempre Ezio Ottaviani – ha ricordato Leopoldo Di Girolamo, attuale sindaco della città dell’acciaio – Si deve a lui la Terni che viviamo oggi. Lui che nel 1958, da forestiero, giunse nella Conca e seppe vincere le iniziali diffidenze per mettersi al servizio di una ricostruzione post-bellica che doveva essere ancora completata. Ma soprattutto la città aveva bisogno di immaginare e di programmare un nuovo futuro. Una Terni che fino ad allora era stata una città brutta perché per la sua quasi interezza era immagine della sua fabbrica, doveva capire come crescere, come svilupparsi, a cosa doveva guardare. Ottaviani lavorò su questo: sull’ordine, sulla vivibilità di una città che doveva rialzarsi. Dette vita all’azienda pubblica per l’energia e l’acqua; pensò a nuovi giardini, a nuove vie, a un piano di crescita urbanistica e demografica. Immaginava che la città potesse raggiungere i 200mila abitanti e su questa sua visione improntò il Prg. La Terni di oggi, più piccola nelle dimensioni rispetto al sogno di quell’epoca, è figlia di quella visione ed è per questo che Ottaviani è ancora il sindaco della città”. Germano Marri, già presidente della Giunta regionale dell’Umbria proprio quando Ottaviani ricoprì l’incarico di assessore all’assetto del territorio, ha ricordato la grande cultura dell’uomo, che prima di essere un personaggio politico era un professore di liceo con due lauree in tasca: Pedagogia e Lettere. “Aveva la capacità di leggere in positivo anche ciò di cui i democristiani, per ragion politica, cercavano di mettere in luce gli aspetti negativi – ha detto Marri – Pur nella diversità di vedute, tutti avevamo un grandissimo rispetto di quest’uomo così battagliero, ma anche preparato”. Il sindaco Gian Paolo Stefanelli ha voluto metterne in evidenza sia la statura politica che la forte carica umana ed intellettuale. “Ricordare Ezio Ottaviani – ha detto – è rivivere una grande stagione politica, quella politica che era fatta di scontri ideologici, di dure battaglie verbali, di accese discussioni; ma una politica che riconosceva sempre l’altro non come acerrimo nemico ma come un avversario politico leale e con profonda onestà intellettuale. Era una politica fatta di passione e di impegno; era una politica che a distanza di anni ci sembra “superata” ma che invece aveva in sé una forte carica di partecipazione e di democrazia”.