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Biologico e slow tourism nel solco di San Benedetto

Se ne è parlato lo scorso sabato a Norcia, nell’ambito della rassegna “Biofest”

NORCIA – Nuove prospettive e nuovi stimoli quelli emersi a Norcia lo scorso sabato nel corso della tavola rotonda sul tema: “Biologico e slow tourism nel solco di San Benedetto”. Un incontro organizzato nell’ambito della nuova rassegna “Biofest”, promossa dalla Provincia di Perugia in collaborazione con il Comune di Norcia, la Regione e la Cia dell’Umbria, cui sono intervenuti il sindaco e il vicesindaco di Norcia, rispettivamente Gian Paolo Stefanelli e Adriano Di Stefano, l’assessore provinciale al turismo Roberto Bertini, il priore del monastero benedettino di Norcia, Padre Cassian Folsom, Walter Trivellizzi della Cia, il direttore di Slow Tourism Luciano Lauteri, Giancarlo Baronti dell’Università degli Studi di Perugia e la direttrice del Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco Glenda Giampaoli. Investire di più sul biologico, facendone uno stile di vita, per tutelare l’ambiente, valorizzare la continuità con la tradizione, ricercare l’autenticità, promuovere lo sviluppo sostenibile e ritornare ai ritmi della natura e della stagionalità sono state solo alcune delle “mission” individuate come prioritarie negli indirizzi di sviluppo turistico a favore del territorio nursino. “Perché ormai è chiara la vocazione della nostra città – ha sottolineato il vicesindaco Di Stefano – e, grazie alla sinergia sempre più stretta tra le istituzioni, è possibile valorizzare tutte le nostre risorse, nessuna esclusa, dando una grossa boccata di ossigeno all’intero nostro comparto economico”. Già, nessuna risorsa esclusa, tantomeno quelle del settore religioso e spirituale. “Esiste uno strettissimo legame tra la figura di San Benedetto e l’ambiente; tra San Benedetto e il turismo, soprattutto nelle sue forme cosiddette ‘slow’, vale a dire ‘lente’”, ha fatto notare il primo cittadino. “Sulla scorta degli insegnamenti ereditati da San Benedetto e dai suoi monaci – ha aggiunto – dobbiamo incentivare sempre più forme di turismo basate sui concetti di “sostenibilità”, “eco-compatibilità” e “responsabilità”, permettendo al turista, grazie anche alla messa in pratica di quelle politiche di accoglienza che da sempre ci appartengono, di entrare nei luoghi per conoscerli, viverli ed assaporarli, e invitandolo al tempo stesso a tutelarli, in quanto patrimonio di inestimabile valore e ricchezza da salvaguardare per il benessere comune”. E Norcia è in grado di offrire tutto quello che un turista “slow” si aspetta di trovare: dalle risorse naturali come le “marcite”, che rappresentano la testimonianza più tangibile dell’operosità dei monaci benedettini, all’accoglienza; dalla gastronomia alla cultura e allo sport. “E in questo contesto – ha sottolineato Trivellizzi – non possiamo non tener conto della figura di San Benedetto, del quale occorre recuperare e mettere in pratica il principio della ‘sana esistenza’ e la sua regola di vita”. Uno stile di vita rigoroso, come ha tenuto ad illustrare il priore Cassian Folsom, anche nella dieta alimentare, cui la Regola benedettina riserva quattro temi, prescrivendo il digiuno, l’astinenza dalla carne, la moderazione nel mangiare e nel bere e l’ideale dell’autosufficienza del monastero nella stessa produzione alimentare. Le conclusioni della tavola rotonda sono state quindi affidate all’assessore Bertini. “Norcia – ha detto – rappresenta un punto di forza del territorio provinciale. Dobbiamo continuare a lavorare gomito a gomito per sviluppare appieno le sue molteplici potenzialità. Obiettivo della Provincia è quello di ripartire con un progetto identico a questo di Biofest da promuovere anche il prossimo anno, perché ci siamo resi conto che partendo dal biologico, il cui consumo è in evidente crescita,  possiamo abbracciare tanti altri settori di interesse turistico”.

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