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Festeggiamenti a Norcia per il 150° dell’Unità d’Italia

Il sindaco Stefanelli replica al capogruppo Alemanno: “L’unità del nostro Paese si costruisce lavorando anche per quella della nostra città”

NORCIA – “La città di San Benedetto ha programmato da tempo le celebrazioni in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Lo ha fatto predisponendo una serie di iniziative fissate per il prossimo 9 aprile”. Il sindaco Gian Paolo Stefanelli, all’indomani delle accuse di negligenza mossegli dal Pdl locale “per aver ignorato – a loro dire – questo appuntamento”, replica con fermezza. “Con il nostro operato e la nostra attività – afferma il primo cittadino – celebriamo l’Unità d’Italia ogni giorno. Non abbiamo bisogno di manifestazioni ‘di facciata’ per rendere onore al nostro Paese e, magari sull’onda del momento, farsi paladini di grandi valori come quelli della Patria e della Nazione. Celebrare l’Unità d’Italia non deve essere un atto retorico ed ipocrita – evidenzia – soprattutto di fronte alla realtà di un Paese concretamente diviso, prima ancora che sul piano sociale ed economico, nel comportamento di chi lo sta amministrando. Il fenomeno del leghismo, di un localismo recente ed inedito nella storia d’Italia, e la spinta federalista stanno intaccando il sentimento comune dell’unità nazionale. Nessun gruppo politico aveva mai paventato la rottura dell’unità nazionale per creare un nuovo stato: l’ha fatto la Lega invocando la separazione dall’Italia della ‘Padania’. E nessun uomo politico aveva mai offeso il tricolore come più volte hanno invece fatto Bossi e Calderoli: tra l’altro gli stessi uomini che in consiglio dei ministri hanno votato contro l’istituzione del giorno festivo per i 150 anni dell’unificazione nazionale. Accolgo pertanto la provocazione del capogruppo Alemanno – sottolinea Stefanelli – proprio per ribadire al Pdl, che domani organizza feste in lungo e largo nel nostro Paese, il valore profondo e per nulla retorico del 150° dell’Unità. Siamo fermamente convinti che l’unico modo per onorare questa ricorrenza sia quello di promuovere la coesione e non di fomentare separazioni come continua a fare il Pdl locale, che anche in questa occasione ha voluto distinguersi, salire su un gradino più alto e puntare il dito. Dovremmo piuttosto ritornare all’entusiasmo di quel 17 marzo del 1861, al fervore di quei patrioti che ci hanno consegnato l’Italia di oggi, una Nazione ancora bella da vivere, per le sue genti, per il suo territorio, per le sue diversità, per la sua storia. Questo invito lo abbiamo già rivolto ai nostri giovani e alle scuole, che il prossimo 9 aprile saranno protagonisti di una coinvolgente iniziativa in onore dell’Italia”. “E quanto ai giovani, in particolare a quelli che negli anni passati hanno ricevuto il tricolore dall’amministrazione comunale – prosegue Stefanelli – bella idea quella di Alemanno di coinvolgerli nei festeggiamenti. Peccato però che sia arrivata tardi, perché l’iniziativa di invitarli ad esporre la loro bandiera fuori dalla propria abitazione era già stata programmata da questa amministrazione”. A queste singole espressioni patriottiche il 9 aprile seguirà un programma di eventi più articolato. Presso il palazzo comunale ci sarà un convegno sul passaggio dallo Stato Pontificio al Regno d’Italia e, a seguire, tutti gli alunni dell’istituto comprensivo Alcide de Gasperi di Norcia terranno in piazza una coreografia musicale a tema. Presso il museo della Castellina sarà inoltre inaugurata una mostra archivistica, curata dall’Archivio Storico comunale di Norcia in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica per l’Umbria dal titolo: “La città di Norcia dallo Stato Pontificio al Regno d’Italia: aspetti istituzionali, sociali, territoriali”. “Avrà lo stesso titolo – aggiunge il sindaco – la pubblicazione che, nello stesso ambito, verrà presentata, quale frutto di mesi di lavoro da parte dei nostri uffici”. “Non abbiamo quindi bisogno delle lezioni del professor Alemanno – conclude  – che anche in questa circostanza non si sono rivelate né costruttive né appropriate ma, come slogan politici tipici della persona, hanno evidenziato unicamente la ‘diversità’ di un agire e di un riflettere che proprio non si addice all’’unità’ che la ricorrenza di domani vuole celebrare”.

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