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Tutela del tartufo nero: occorre modificare le leggi esistenti

La sollecitazione è venuta dalla FITA (Federazione Italiana Tartuficoltori Associati) in occasione di Nero Norcia 2011

NORCIA – Uno dei convegni promossi in occasione di Nero Norcia 2011 è servito a fornire una “panoramica delle leggi regionali italiane sul tartufo” e a metterne in evidenza congruenze ed incongruenze. A discutere dell’argomento, di grande attualità – dal momento che alcune regioni italiane stanno già modificando le loro leggi – sono intervenuti presso la sede municipale numerosi addetti ai lavori ma anche istituzioni e studiosi. Ai saluti del Sindaco Gian Paolo Stefanelli, che ha tracciato un sintetico ma efficace quadro di come Norcia valorizza i propri prodotti tipici e il tartufo in particolare, sostenendo tutte quelle iniziative volte a tutelare in specie quest’ultimo prodotto, è seguito l’intervento di Serafino Fioravanti che a nome della FITA (Federazione Italiana Tartuficoltori Associati) ha richiamato la necessità di tutelare il tartufo, spesso oggetto di sofisticazioni e frodi al livello gastronomico e commerciale, e la tartuficoltura, sempre più danneggiata dai cercatori scorretti che zappano le tartufaie e da una serie di situazioni negative come il rinfoltimento dei boschi per la mancanza dell’opera diretta dell’uomo o indiretta come il pascolo che tiene a freno il soffocamento delle cave dalla vegetazione arbustiva e fruticosa. Per tramite del suo presidente Domenico Manna, l’Associazione Pietro Fontana ha illustrato alcune proposte affinché la Regione valorizzi maggiormente il tartufo per un miglioramento delle condizioni socio-economiche dei territori montani e marginali, non si limiti a favorire solo la libera ricerca e vengano poi rese meno onerose alcune operazioni riguardanti le tartufaie controllate (tabellazione). Tra le altre proposte quelle di: poter eseguire le cure colturali necessarie agli impianti nelle zone a vincolo paesaggistico; rendere meno onerose le pratiche per riconoscimento di tartufaie controllate di piccola-media superficie ecc. E’ seguito un ampio dibattito, a cui hanno partecipato la dottoressa Olga Urbani, il professor Mattia Bencivenga dell’Università di Perugia, il professor Sergio Arcioni, già Direttore dell’Istituto di miglioramento genetico delle piante del CNR di Perugia, il direttore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, il presidente dell’Associazione dei tartufai senesi, il consigliere provinciale Carocci e, ancor prima, il dirigente dell’Ufficio Foreste della Regione dell’Umbria Francesco Grohmann e il dottor Silvano Zampi. Le conclusioni sono state fatte dal consigliere regionale Massimo Buconi, che ha avuto modo di ricavare dal dibattito una serie di spunti per eventuali emendamenti al suo disegno di legge presentato al Consiglio regionale dell’Umbria. Sono state molto apprezzate le sue parole chiare sull’argomento e il suo volersi rapportare con tutti coloro che esprimono voce nei territori, al fine di valutare ogni proposta che vada nella direzione della salvaguardia del tartufo e nel giusto interesse dei cittadini. E’ stato unanimemente riconosciuta la necessità di una profonda modifica all’attuale legge dell’Umbria sul tartufo,  che da circa sette anni ha  praticamente messo un blocco alla tartuficoltura, perché farraginosa e inattuabile, soprattutto nei territori del tartufo nero, caratterizzati quasi sempre da siti impervi, con abbondante vegetazione e notevole pendenza.

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